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	<title>Nabucodonosor</title>
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	<description>C&#039;erano una volta tre draghi... ovvero &#34;Storie di uno studente italiano in Svizzera&#34;</description>
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		<title>La formula vincente del Politecnico di Losanna</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 23:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Posto qui di seguito un interessante articolo linkatomi da niente di meno che il buon vecchio Fabio Rossinelli, grande amico e compagno di bevute in terra elvetica. Il testo a cura di Moreno Bernasconi, apparso ad inizio anno sul Corriere del Ticino (il principale quotidiano della Svizzera italiana), spiega alcuni dei probabili motivi del successo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Posto qui di seguito un interessante articolo linkatomi da niente di meno che il buon vecchio <a title="Fabio Rossinelli Blog" href="http://rossinef.wordpress.com/" target="_blank">Fabio Rossinelli</a>, grande amico e compagno di bevute in terra elvetica.<br />
Il testo a cura di Moreno Bernasconi, apparso ad inizio anno sul <a href="http://www.cdt.ch/" target="_blank">Corriere del Ticino</a> (il principale quotidiano della Svizzera italiana), spiega alcuni dei probabili motivi del successo del <a href="http://www.epfl.ch" target="_blank">Politecnico di Losanna</a>, ormai divenuta la seconda università europea secondo le classifiche mondiali.</p>
<p><img style="border: 0px initial initial;" title="Vista esterna del Rolex Learning Centre" src="http://www.nabucodonosor.it/images/epfl-estrolex.JPG" border="0" alt="" width="540" height="405" align="top" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se si guarda al ranking degli atenei a livello mondiale, il Politecnico di Losanna fi­gura ai primi posti. Qual è il segreto di questo successo?<br />
</strong>«La ragione non è una sola: parlerei piut­tosto di una combinazione di fattori vir­tuosi. Anzitutto si sono mantenute alcu­ne buone abitudini svizzere, a comincia­re dalla volontà di reclutare i <strong>migliori pro­fessori a livello internazionale</strong>. Nello spe­cifico, la scuola politecnica di Losanna attua inoltre una politica verso i giovani che si rivela assai positiva. Mi riferisco in primo luogo alla scuola dottorale, cioè ad <strong>accrescere il numero dei giovani dottorandi.</strong> E poi a quella che in America chiamano “<em><strong>tenure track</strong></em>”, vale a dire l&#8217;as­sunzione ad un&#8217;età molto prematura di giovani docenti in qualità di professori assistenti, per un periodo di circa sei an­ni durante i quali viene valutata la loro capacità di diventare di ruolo. Se ci rie­scono, entrano a far parte della struttura portante della scuola. Durante questo periodo, i giovani professori assistenti (l&#8217;età varia da materia a materia, ma in alcuni casi l&#8217;arruolamento può avvenire già a partire dai 25 anni) godono di una totale indipendenza. Il nostro slogan è il seguente: meglio avere dei professori as­sistenti che degli assistenti dei professo­ri. Non devono eseguire ordini, ma farsi valere nel loro campo dimostrando in modo indipendente con risultati acca­demici le loro capacità. Dispongono inol­tre di mezzi non eccezionali ma direi di­screti. Queste condizioni, la libertà ma anche la consapevolezza che hanno un tempo limitato per eccellere, rappresen­ta uno stimolo estremamente efficace per loro ma anche un capitale notevole per l&#8217;istituto accademico, con il quale molto spesso essi coltivano un attaccamento molto stretto, dovuto proprio al loro sta­tuto. Quali sono in Europa le alternative a questo modello? Chi vuol fare carriera universitaria deve passare attraverso un iter lento che lo porta a 35-40 anni senza aver mai potuto lavorare in modo indi­pendente, avendo messo le proprie ener­gie migliori a disposizione di baroni ac­cademici attaccati al loro posto».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il modello è davvero unico in Europa?</strong><br />
«È molto raro se non unico che negli ate­nei di altri Paesi europei si faccia fiducia e si garantisca indipendenza accademi­ca e mezzi a giovanissimi promettenti per un periodo prolungato di tempo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma puntare sull&#8217;eccellenza significa ine­vitabilmente che dei tanti promettenti cui si fa fiducia non tutti diventeranno cattedratici. La selezione come e quan­do si fa?<br />
</strong>«La selezione è assai severa e effettiva­mente non tutti riescono ad imporsi. Le decisioni vengono prese a tre livelli dif­ferenti, per garantire l&#8217;eccellenza all&#8217;Isti­tuto e alla fine solo il 65%-70% ce la fa».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei parlava dei mezzi disponibili. I po­litecnici, rispetto ad altri atenei, dispon­gono di più mezzi che vengono loro di­rettamente dalla Confederazione. Que­sto fatto aiuta l&#8217;eccellenza.<br />
</strong>«È vero, ma l&#8217;esperienza insegna che i mezzi da soli non sono mai una garan­zia di successo. Ci sono esempi illustri di università che hanno ricevuto mezzi in­genti e che ciononostante non sono riu­scite ad eccellere».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Presidentissimo del Poli Aebischer può essere considerato anch&#8217;egli uno dei segreti del successo dell&#8217;EPFL?<br />
</strong>«Bisogna dire che prima che arrivasse <a href="http://http://people.epfl.ch/patrick.aebischer" target="_blank">Patrick Aebischer</a> c&#8217;è stato un lungo pe­riodo di preparazione assolutamente ne­cessario per creare le premesse del suc­cesso. I suoi predecessori hanno prepa­rato il terreno con un rigore straordina­rio, ad esempio per quanto attiene alle nomine professorali. L&#8217;azione decisiva di Aebischer è stata la capacità, partendo da queste ottime premesse, di fare il sal­to verso l&#8217;eccellenza internazionale».</p>
<p><img style="border: 0px initial initial;" title="Patrick Aebischer - Presidente dell'EPFL di Losanna" src="http://www.nabucodonosor.it/images/epfl-aebischer.jpg" border="0" alt="" width="540" height="360" align="top" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Attirare i migliori dottorandi e profes­sori a livello internazionale è vincente, ma non rischia di creare una specie di torre d&#8217;avorio di teste d&#8217;uovo, totalmen­te avulsa dal Paese, dalla Svizzera?<br />
</strong>Proprio per questo il Poli di Losanna ha creato corsi specifici che permettono di conoscere la Svizzera, le sue istituzioni e la sua cultura in profondità. In questi cor­si insegnano anche personalità svizzere di primo piano come l&#8217;ex consigliere fe­derale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pascal_Couchepin" target="_blank">Pascal Couchepin</a>. Questo è un grande valore aggiunto per i dottorandi. Sia che rimangano in Svizzera sia che par­tano, questi futuri accademici sono at­trezzati per capire questo Paese. D&#8217;altron­de, se c&#8217;è una cosa che l&#8217;EPFL non vuole assolutamente è la Torre d&#8217;avorio. Basta guardare il nostro nuovo edificio del <a href="http://www.rolexlearningcenter.ch/" target="_blank">Ro­lex Learning Center</a>: emblematicamen­te trasparente e aperto sul mondo ester­no anche nella sua architettura».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C&#8217;è un aspetto sorprendente della for­mazione che propone l&#8217;EPFL. In una scuola che si occupa essenzialmente di scienze dure ad altissimo livello se non erro date importanza anche alla forma­zione umanistica. È vero? E per quale motivo?<br />
</strong>«È proprio così. Nel curriculum di tutti i nostri studenti è previsto un certo nume­ro di crediti consacrati esclusivamente alle scienze umane e sociali. Il motivo di questa scelta è il seguente: noi riteniamo che nella nostra epoca un professionista non possa essere &#8211; come diceva Herbert Marcuse &#8211; “<em>ad una dimensione</em>”, ma deb­ba essere una persona che dispone di di­verse caratteristiche e competenze e una conoscenza del mondo che non si ridu­ce alla conoscenza tecnica. Non si tratta di una scelta ideologica. Ciò che noi con­statiamo è che dopo cinque anni dal di­ploma, la grande maggioranza dei nostri studenti ha cambiato la direzione della propria attività e ciononostante mantie­ne piena soddisfazione rispetto alla for­mazione che ha ricevuto. Per quale ra­gione? Prima di cominciare ad essere specialisti nel genio civile, l&#8217;ingegneria meccanica e così via, gli studenti ricevo­no un&#8217;ampia formazione di base in ma­tematica, fisica, chimica ecc., uguale per tutti quanti. Fra queste materie abbiamo cominciato ad inserire anche una base umanistica. In alcuni casi ciò si spiega immediatamente: i corsi di cultura sviz­zera oppure quelli di cultura asiatica ser­vono ovviamente ad inserirsi professio­nalmente in un contesto socioeconomi­co specifico. Ad di là di questo, esiste una necessità di formazione generale. Noi non riteniamo infatti che un buon inge­gnere possa essere tale soltanto in forza di una completa formazione tecnica nel campo ingegneristico. Questo è un mito diffuso ma che non regge. Mi spiego con qualche esempio. Le grandi scoperte nel campo della fisica, della chimica o quan­t&#8217;altro non sono fatte pedissequamente entro i confini della propria materia spe­cifica. I balzi in avanti, le scoperte le fan­no molto spesso persone che hanno un&#8217;apertura mentale che va oltre le com­petenze specifiche di settore. E questa apertura viene senz&#8217;altro favorita dalle scienze umane e sociali».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sue affermazioni vanno controcor­rente. L&#8217;impressione comune è che il valore aggiunto sia rappresentato dal­la specializzazione.<br />
</strong>«Le cose non stanno così. Nel mondo at­tuale, dove i cambiamenti avvengono ad una rapidità straordinaria, il valore di una specializzazione si esaurisce nello spa­zio di cinque-dieci anni. Poi cosa resta? Se la persona è soltanto ultraspecializza­ta non resta nulla. E quindi impostare la propria carriera professionale a partire da una formazione ultraspecializzata e basta è estremamente pericoloso. Uno si ritrova facilmente fuori gioco dopo poco tempo. La mobilità sull&#8217;arco di una car­riera che dura quaranta o cinquant&#8217;anni come può essere garantita? Ci vuole uno zoccolo duro di conoscenze non specia­listiche di base, comprese quelle nel cam­po delle scienze umanistiche».</p>
<p><img style="border: 0px initial initial;" title="Entrata del Rolex Learning Centre, biblioteca dell'EPFL" src="http://www.nabucodonosor.it/images/epfl-introlex.JPG" border="0" alt="" width="540" height="405" align="top" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In società complesse e in rapida trasfor­zazione come le nostre, è quindi oppor­tuno accrescere ed ampliare il proprio bagaglio di formazione di base e non settorializzarlo.<br />
</strong>«Esatto. Le nostre società sono in piena espansione a tutti i livelli e ciò pone una serie di problemi. Facciamo anche qui qualche esempio. Nel trattare professio­nalmente con altre persone, se si ha a che fare con contesti e strutture non de­mocratiche le cose possono essere sem­plificate. Dovendo avere a che fare con strutture democratiche il rispetto delle differenze nelle trattative e nella gestio­ne delle risorse umane è essenziale. Og­gi dare ordini, per limitarci a questa que­stione primaria, diventa sempre più dif­ficile».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quello che lei dice risponde soltanto ad una preoccupazione utilitaristica (se devo andare in Cina a lavorare, ho ov­viamente interesse a conoscere la cul­tura del Paese), oppure è importante anche in formazioni tecnico-scientifi­che, mantenere l&#8217;uomo al centro, come ad esempio si preoccupava di fare la scienza greca?<br />
</strong>«A parer mio, la deviazione dalla centra­lità dell&#8217;uomo nella scienza è durata po­co nel tempo. È soprattuto il positivismo, nel diciannovesimo secolo, ad averlo fat­to, producendo non pochi sconquassi. In realtà, con l&#8217;avvento della fisica mo­derna, la base culturale è cambiata radi­calmente rispetto a quel periodo. Con l&#8217;avvento della meccanica quantistica si è abbandonata la visione filosofica che pretende di poter comprendere con una precisione assoluta la realtà. Oggi sap­piamo che esiste un limite assoluto alla conoscenza dato dal principio di inde­terminazione. Ciò ha ripercussioni filo­sofiche rilevanti: non esiste più la prete­sa di prevedere grazie a modelli mate­matici i fenomeni con conseguenze an­che nel campo della libertà e della socie­tà. Con l&#8217;avvento della nuova filosofia del­la scienza siamo chiamati a convivere con una incertezza che proviene dalle basi stesse delle nostre discipline. Se le cose stanno così, avere un aspetto com­plementare è essenziale».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E come definirebbe questo aspetto com­plementare?<br />
</strong>«È quanto viene espresso dalle nozioni di <em>Esprit de géométrie</em> e <em>Esprit de fines­se</em>. Nella conoscenza del mondo, e nel trattare con la società, noi disponiamo di strumenti matematici che ci permet­tono di circoscrivere certi aspetti. Ma al­tri aspetti della realtà, dell&#8217;uomo e della società non si lasciano circoscrivere con assiomi. Ci vuole altro».</p>
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		<title>Il Creatore di Sogni</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 22:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nabucodonosor]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Fortunatamente ad un certo punto gli venne in mente il da farsi. &#8216;Deve essere cucita&#8217;, disse&#8230;&#8221; Sorride. Non doveva farlo. Si era ripromesso di smettere, di crescere e di non farlo mai più. Sorride. Anche questa volta è stato più forte di lui. &#8220;Ma sarà l&#8217;ultima!&#8221; si ripromette. Sorride. La sua creatura è ancora nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nabucodonosor.it/images/ombra.jpg" alt="Grindhouse - A prova di morte" align="top" border="0" width="540" height="54" /></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Fortunatamente ad un certo punto gli venne in mente il da farsi.<br />
&#8216;Deve essere cucita&#8217;, disse&#8230;&#8221;</em></p></blockquote>
<p align="justify">Sorride. Non doveva farlo. Si era ripromesso di smettere, di crescere e di non farlo mai più.<br />
Sorride. Anche questa volta è stato più forte di lui. &#8220;Ma sarà l&#8217;ultima!&#8221; si ripromette.<br />
Sorride. La sua creatura è ancora nelle sue mani. Non riesce a staccarle gli occhi di dosso. E&#8217; sua!<br />
Sorride. E&#8217; ciò che desiderava da tanto tempo. E fra poco non sarà più li, andrà a compiere il suo Destino.<br />
Sorride. &#8220;Pensare che Lui non ci crede neppure nel destino!&#8221;<br />
Sorride. Dolcezza, Bellezza, Spavalderia, Coraggio e anche Sfacciataggine.<br />
Sorride e crea ciò che vuole e quando vuole. Crea senza Senso, perchè il Senso spesso non serve mai.<br />
Sorride e crea senza chiedersi il perchè. Crea tesori che non hanno un tempo.<br />
Sorride e crea senza voler sapere le conseguenze. Crea per il presente, non per il futuro.<br />
Sorride e crea Leggende. Crea oggetti troppo importanti per persone che non vogliono capirne il significato.<br />
Sorride. Perchè ancora una volta non ci saranno parole. Solo emozioni.<br />
Sorride. Perchè le emozioni le ha donate lui. Non importa se saranno accettate oppure no.<br />
Sorride. Perchè un giorno anche Lei verrà da lui. Ma anche per Lei avrà creato qualcosa.<br />
Sorride. Perchè non avrà paura. In fondo anche quella sarà una &#8220;grande meravigliosa avventura&#8221;.<br />
Sorride. Il Creatore di Sogni Sorride.</p>
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		<title>Notte di Pioggia&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 22:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nabucodonosor]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Nulla si crea, nulla si distrugge. Ma tutto si trasforma&#8230;&#8221; Esiste il cambimento. E il mutevole ci turba. Motivato spesso da scelte senza senso. Da scelte che non possono essere cambiate e che  non cambieremmo per nessun motivo. Sia nel bene che nel male. Rimangono solo i ricordi dolorosi e felici. I primi restano sempre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nabucodonosor.it/images/pioggia.jpg" alt="Grindhouse - A prova di morte" align="top" border="0" width="540" height="54" /></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Nulla si crea,<br />
nulla si distrugge.<br />
Ma tutto si trasforma&#8230;&#8221;</em></p></blockquote>
<p align="justify">Esiste il cambimento. E il mutevole ci turba.<br />
Motivato spesso da scelte senza senso. Da scelte che non possono essere cambiate e che  non cambieremmo per nessun motivo. Sia nel bene che nel male.<br />
Rimangono solo i ricordi dolorosi e felici. I primi restano sempre, mentre i secondi ci lasciano solo quella sensazione dell&#8217;aver vissuto.</p>
<p align="justify">Esiste il cambiamento. Niente inizio. Niente fine.<br />
Istante per istante, momenti senza legame in una mente troppo normale per notarli.<br />
E il ricordo non ti porge mai la mano.</p>
<p>Esiste il cambiamento. Niente destinazione. Nessun punto.</p>
<p align="justify">Esiste il cambiamento. Solo un tragitto.</p>
<p align="justify">Esiste il cambiamento. Goditi il cammino.</p>
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		<title>Convertire un disco FAT32 in uno NTFS</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 18:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NubuTech]]></category>
		<category><![CDATA[Conversione Trasformazione Convertire FAT32 NTFS FAT di]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso in Università noi poveri studenti ci siamo trovati con questo problema, legato soprattutto alle gestione di file con dimensioni gigantesche (anche 6 gb). Infatti se un poveruomo aveva un disco con un File System di tipo FAT32 non riusciva a gestire questi files o a copiarli sul proprio PC. Spesso l&#8217;unica alternativa sembrava formattare (Infatti prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso in Università noi poveri studenti ci siamo trovati con questo problema, legato soprattutto alle gestione di file con dimensioni gigantesche (anche 6 gb). Infatti se un poveruomo aveva un disco con un File System di tipo FAT32 non riusciva a gestire questi files o a copiarli sul proprio PC.</p>
<p>Spesso l&#8217;unica alternativa sembrava formattare (Infatti prima del processo di formattazione si può scegliere il tipo di File System) e quindi scegliere come filesystem quello NTFS. Invece non è l&#8217;unica alternativa: eccone un&#8217;altra molto più semplice, veloce e che non porta a cancellare tutto il PC.</p>
<p><strong><u>Informazioni preliminari</u></strong></p>
<p>Ma andiamo con ordine&#8230; Cerchiamo prima di spiegare che cosa è il <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File_system">FileSystem</a>. Ogni disco rigido o partizione (divisione) del disco viene creata con un <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File_system">FileSystem</a>, cioè il meccanisco con cui sono immagazzinati e organizzati i file nel dispositivo di archiviazione.<br />
I formati più famosi per i Dischi Rigidi sono di due tipi: FAT (ora FAT32) ed NTFS. Sia il FAT32 che il NTFS hanno dei vantaggi e degli svantaggi l&#8217;uno nei confronti dell&#8217;altro.</p>
<p>Quindi prima di scegliere se passare da uno ad un&#8217;altro è meglio capire quali sono questi vantaggi&#8230;</p>
<p>Dal sito di Windows: &#8220;NTFS è il file system consigliato perché offre caratteristiche più avanzate rispetto a FAT o FAT32 e garantisce le funzionalità richieste per l&#8217;hosting di Active Directory, oltre ad altre importanti funzionalità di protezione&#8221;</p>
<p>Inoltre è molto utile, come già detto per poter utilizzare file unici (ISO, RAR, &#8230;) di grandi dimensioni, mentre il FAT32 a un limite sui 2 Gb.</p>
<p><strong><u>Processo di Conversione FAT32 &#8211; NTFS</u></strong></p>
<p>Detto questo passiamo alla conversione.</p>
<p>Per convertire un file da NTFS a FAT32 potete solo utilizzare la riformattazione dell&#8217;unità o della partizione, con la conseguente perdita dei dati che c&#8217;erano su essa.</p>
<p>Invece il passaggiod a FAT32 a NTFS può passare sia attraverso la formattazione che con un metodo molto più veloce.<br />
Ed ecco il metodo per il quale è stata scritta questa &#8220;guida&#8221;: si può utilizzare il <strong><u>Convert.exe</u></strong></p>
<p>Per informazioni dettagliate sul <em>Convert.exe</em> utilizzate il Prompt dei Comandi (<strong><em>Start</em></strong> &#8211;&gt; <strong><em>Esegui</em> </strong>&#8211;&gt; digita <em><strong>cmd</strong> </em>&#8211;&gt; <strong><em>INVIO</em></strong>; oppure anche <em><strong>Start</strong> </em>&#8211;&gt; <strong><em>Tutti i Programmi</em></strong> &#8211;&gt; <strong><em>Accessori </em></strong>&#8211;&gt; <strong><em>Prompt dei comandi</em></strong>. Quindi scrivi </p>
<blockquote><p><strong><em>help convert</em></strong></p></blockquote>
<p>Per effttuare la conversione FAT32 &#8211;&gt; NTFS invece dovete andare sempre nel Prompt dei Comandi e digitare:</p>
<blockquote><p><strong><em>convert lettera_dell&#8217;unità_da_convertire: /fs:ntfs</em></strong></p></blockquote>
<p>Ad esempio <em>&#8220;convert K: /fs:ntfs&#8221;</em> trasforma il File System del disco K: da FAT32 a NTFS.</p>
<p><img border="0" width="540" src="http://www.nabucodonosor.it/images/conversione_FAT32_NTFS.jpg" height="273" /></p>
<p>Prima della conversione verrà (credo) richiesto di inserire l&#8217;etichetta del volume corrente per l&#8217;unità selezionata.</p>
<blockquote><p><em>Il file system è di tipo FAT32.<br />
Inserire l&#8217;etichetta di volume corrente per l&#8217;unità K:</em></p></blockquote>
<p>Per sapere l&#8217;etichetta basta scrivere nel Prompt dei Comandi</p>
<blockquote><p><strong><em>vol lettera_dell&#8217;unità_da_converire:</em></strong></p></blockquote>
<p>Nell&#8217;esempio</p>
<blockquote><p><em>vol K:</em></p></blockquote>
<p>Questo viene chiesto in modo da fare un&#8217;ulteriore verifica prima di combinare guai!</p>
<p>E&#8217; comunque consigliabile fare un backup dei file prima della conversione (Metti che salta la corrente durante il processo)</p>
<p>Il metodo è comunque molto veloce e sicuro&#8230; Buona conversione a tutti!</p>
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		<title>Grindhouse &#8211; A prova di morte</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 09:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NabuFilmFestival]]></category>
		<category><![CDATA[A]]></category>
		<category><![CDATA[b-movie]]></category>
		<category><![CDATA[Bmovie]]></category>
		<category><![CDATA[Butterfly]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il bosco e’ magnifico, profondo all’imbrunire, e io ho promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di dormire. Mi hai sentito Butterfly? Miglia da percorrere… prima di dormire!&#8221; E&#8217; la prima volta che quel &#8220;fottutissimo geniaccio&#8221; (cit.) di Quentin Tarantino mi delude&#8230; Non che questo film sia uno schifo, ma sicuramente non è al livello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="  alignnone" style="border: 0px initial initial;" title="Grindhouse - A prova di morte" src="http://www.nabucodonosor.it/images/grindhouse-testa.jpg" border="0" alt="" width="540" height="54" align="top" /></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Il bosco e’ magnifico, profondo all’imbrunire,<br />
e io ho promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di dormire.<br />
Mi hai sentito Butterfly?<br />
Miglia da percorrere… prima di dormire!&#8221;</em></p></blockquote>
<p>E&#8217; la prima volta che quel <em>&#8220;fottutissimo geniaccio&#8221;</em> (cit.) di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quentin_Tarantino" target="_blank">Quentin Tarantino</a> mi delude&#8230; Non che questo film sia uno schifo, ma sicuramente non è al livello dei suoi precendenti capolavori (&#8220;<em>Le Iene&#8221;</em>, &#8220;<em>Pulp Fiction&#8221;</em>, &#8220;<em>Kill Bill&#8221;</em>, &#8220;<em>Sin City&#8221;</em> &#8211; ma anche le sceneggiature di &#8220;<em>Assassini Nati&#8221;</em> e &#8220;<em>Dal tramonto all&#8217;alba&#8221;</em>)</p>
<p><img style="border: 0px initial initial;" title="Grindhouse - Quentin e Kurt" src="http://www.nabucodonosor.it/images/grindhouse1.jpg" border="0" alt="" width="540" height="368" align="top" /></p>
<p>Giovedì sera mi sono ritrovato stranamente a casa e, invece di studiare Analisi 2 (come avranno pensato in molti), mi sono spaparanzato davanti alla tv per vedere <strong>Grindhouse &#8211; A prova di morte</strong>. Il film è un B-Movie per eccellenza: assenza quasi totale della trama, con belle ragazze (culi e piedi, in pieno stile Tarantino),  macchine veloci, splatter&#8230; Ed in particolare un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kurt_Russell" target="_blank">Kurt Russel</a> cattivo, psicopatico e mitico come non mai!</p>
<p>La storia racconta di un certo <strong>Stuntman Mike</strong> (Kurt Russel) che si diverte ad uccidere delle sbarbine a bordo della sua &#8220;macchina a prova di morte&#8221;, una Chevrolet Nova SS.</p>
<p>Il film mescola momenti piatti e abbastanza noiosi con momenti di altissima tensione. Indimenticabili rimangono la Lap-Dance di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vanessa_Ferlito" target="_blank">Vanessa Ferlito</a>, la scena in cui Stuntment Mike rivela la sua vera indole alla povera Pam (<em>&#8220;per godere di questo vantaggio, tesoro, tu dovresti essere seduta esattamente dove sono io!&#8221;</em>) , e l&#8217;inseguimento finale con la bionda sul cofano.</p>
<p>Brillanti sono come sempre i dialoghi tarantiniani, forse la cosa più riuscita del film. Grandiosa la scelta del cast e la colonna sonora.</p>
<p>Altra nota di merito sono le &#8220;scelte tecniche&#8221; di Tarantino: dalle inquadrature ai colori, passando per l&#8217;unione delllo stile &#8220;B-Movie&#8221; con il suo splatter. Ma questa non è una novità.</p>
<p><img style="border: 0px initial initial;" title="Grindhouse - Jungle Julia" src="http://www.nabucodonosor.it/images/grindhouse3.jpg" border="0" alt="" width="540" height="356" align="top" /></p>
<p>Però c&#8217;è un però: non l&#8217;assenza quasi totale della storia (tipico di questi film anni &#8217;70) ma la sua banalità: fino a metà del film ci troviamo di fronte a un vero capolavoro, che crolla nella mediocrità in quello che dovrebbe essere il &#8220;secondo tempo&#8221; diventando una pellicola noiosa e ripetitiva.<br />
Per concludere deludente è il finale, dopo il fantastico inseguimento con le macchine.</p>
<p>Peccato&#8230;</p>
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		<title>Nabucodonosor &#8211; Storie di draghi, sogni, ricordi, emozioni&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 23:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nabucodonosor]]></category>
		<category><![CDATA[Nabucodonosor Carlo Brunori Storia Avventura Inizio Blo]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno di voi sarà qui per caso, non sapendo cosa fare nella pausa dello studio di Microbiologia o di AnalisiDelPorcoCazz! Molti altri invece mi conosceranno, qualcuno di sfuggita, qualcuno più profondamente, e sarete qua per il medesimo motivo&#8230; Comunque sia un benvenuto a tutti. Qualcuno di voi si chiederà &#8220;Cosa è Nabucodonosor?&#8221; Nabucodonosor è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" align="top" width="540" src="http://www.nabucodonosor.it/images/drago.jpg" alt="Nabucodonosor" height="54" /></p>
<p align="justify">Qualcuno di voi sarà qui per caso, non sapendo cosa fare nella pausa dello studio di Microbiologia o di AnalisiDelPorcoCazz! Molti altri invece mi conosceranno, qualcuno di sfuggita, qualcuno più profondamente, e sarete qua per il medesimo motivo&#8230; Comunque sia un benvenuto a tutti.</p>
<p align="justify">Qualcuno di voi si chiederà &#8220;Cosa è Nabucodonosor?&#8221;<br />
Nabucodonosor è una favola, è una storia di quando ero bambino, una di quelle inventate da un papà per fare mangiare i propri figli&#8230; Una di quelle avventure che rimangono impresse nella mente, che fanno ridere e sognare.<br />
Nabucodonosor è un ricordo e un&#8217;emozione, è un desiderio e un rimpianto, è un sorriso che non se ne andrà mai.</p>
<p align="justify">E quindi cosa è Nabucodonosor? La risposta è semplicissima: E&#8217; tutto ed è niente.<br />
Non vi aspettate di trovare su questo blog citazioni profonde, di trovare consigli utili per la vostra vita o considerazioni importanti sulla politica italiana.<br />
Nabucodonosor è solo il mio spazio personale, dove poter annotare tutto ciò che mi passa per la testa e per condividere tutto quello che scriverò con le persone che leggeranno&#8230;</p>
<p align="justify">Nabucodonosor però è anche &#8220;FreedomLand&#8221; aggiornato alla nuova versione. Alcuni di voi avranno letto il mio vecchio Blog, altri ci saranno passati di sfuggita o nemmeno sanno cosa sia.<br />
Nabucodonosor è quindi il mio secondo blog, fatto però su uno spazio tutto mio, pagato e gestito solo dal sottoscritto, senza pubblicità e senza scadenze. Scusatemi quindi per i numerosi problemi con cui vi imbatterete.</p>
<p align="justify">Infine Nabucodonosor è la voglia di confrontarmi con gli altri, di condividere le mie idee ed esperienze e magari (anche se non credo proprio) essere utile a qualcuno.</p>
<p align="justify">Nabucodonosor non è ne un inizio ne una fine di un percorso: è il cammino stesso.</p>
<p align="justify">Buon blogging!</p>
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